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La Legge n. 4/2013 e l’Operatore Olistico legge 4

La legge è fatta esclusivamente per lo sfruttamento di coloro che non la capiscono, o ai quali la brutale necessità non permette di rispettarla.
Bertolt Brecht

La Legge n° 4 del 14 Gennaio 2013 (G.U. Del 26 Gennaio 2013) regolamenta tutte le professioni non organizzate, facendo terminare finalmente l’infinito dibattito fra psicologi e counsellors, fra medici e naturopati, fra fisioterapisti e chinesiologi. Le professioni non organizzate sono tutti quei mestieri intellettuali che non hanno un albo, un elenco ufficiale o un collegio di riferimento. Il numero di professioni interessate dalla norma è molto ampio e arriva a diversi milioni di persone fra Counsellors, Operatori Olistici, Chinesiologi, Naturopati, Pranoterapeuti, consulenti finanziari, amministratori di condominio e, più in generale, fra tutti i lavori definiti arbitrariamente da singoli individui. Dall’entrata in vigore delle nuove norme il professionista ha l’unico obbligo di indicare su fatture, contratti e carte intestate, oltre ai propri dati, il riferimento al testo di legge.  Naturalmente hanno gioito in moltissimi scoprendo le nuove condizioni, considerandole un traguardo storico che rappresenta anni di sforzi per l’affermazione della propria professionalità. Altrettante persone hanno festeggiato intravedendo un possibile business e la possibilità di imporsi come autorità incontrastata nel proprio ambito.

Nei giorni successivi all’entrata in vigore ho ricevuto decine di e-mail che recitavano cose come: “Finalmente il riconoscimento per l’Operatore Olistico è arrivato! Per adeguarti e iscriverti all’Albo, sostieni l’esame presso di noi al costo di ToT euro, ma non senza prima aver frequentato il corso sul codice deontologico al costo di altri ToT euro!”.Ora,L’Operatore Olistico legge e chiude l’e-mail, ma io, che sono un soggetto curioso, ho deciso di addentrarmi in quel mondo, nonostante i pochissimi soldi che sono solito avere. In particolare mi sono rivolto a un’associazione  di Operatori Olistici. Durante il corso di formazione, che è una cosa positiva in sé, perché dovrebbe fornire un know-how e un modello etico in grado di migliorare gli standard della professione e dare quindi maggiori garanzie al cliente, mi è apparsa nella mente una verità sconcertante: nessuno dei ventisei partecipanti, eccetto me, aveva la minima idea di cosa ci fosse davvero scritto nella Legge 4. Legge che, testuali parole del relatore, “Non vedremo nel dettaglio perché è poco interessante e poi per qualsiasi questione ci siamo noi”. Tutti erano li, a spendere energie e denaro, credendo fosse assolutamente necessario per svolgere il proprio mestiere legalmente. Eppure nel testo di legge si legge chiaramente che:

Estratto dall’Art.1

4. L’esercizio della professione è libero e fondato sull’autonomia, sulle competenze e sull’indipendenza di giudizio intellettuale e tecnica, nel rispetto dei principi di buona fede, dell’affidamento del pubblico e della clientela, della correttezza, dell’ampliamento e della specializzazione dell’offerta dei servizi, della responsabilità del professionista. La professione è esercitata in forma individuale, in forma associata, societaria, cooperativa o nella forma del lavoro dipendente.

Estratto dall’Art.2

1. Coloro che esercitano la professione di cui all’art. 1, comma 2, possono costituire associazioni a carattere professionale di natura privatistica, fondate su base volontaria, senza alcun vincolo di rappresentanza esclusiva, con il fine di valorizzare le competenze degli associati e garantire il rispetto delle regole deontologiche, agevolando la scelta e la tutela degli utenti nel rispetto delle regole sulla concorrenza

3. Le associazioni professionali promuovono, anche attraverso specifiche iniziative, la formazione permanente dei propri iscritti, adottano un codice di condotta ai sensi dell’art. 27-bis del codice del consumo, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206, vigilano sulla condotta professionale degli associati e stabiliscono le sanzioni disciplinari da irrogare agli associati per le violazioni del medesimo codice

Questo, in pratica, significa che l’Operatore Olistico non iscritto ad alcuna associazione professionale può continuare a svolgere la propria attività come prima. Se invece decide di iscriversi a un’associazione, deve accettare di sottoporsi a una serie di obblighi e verifiche tesi a garantire la qualità della prestazione e la tutela del consumatore. Ovviamente queste verifiche costano care, soprattutto nel campo dell’olismo. Chiunque presto si accorgerà che il privato che ha fondato e gestisce l’associazione di riferimento è lo stesso che ci obbliga a spendere centinaia o migliaia di euro all’anno nei suoi corsi per la formazione continua… e prima o poi chiunque arriverà a pensare di poter fondare la propria associazione di categoria, visto che legalmente si può fare, andando a generare ancora più confusione nel panorama delle minoranze lavorative! Così, presto, il tentativo di costituire Autorità la dove non c’era, si trasformera in un certo tipo di anarchia. Ad oggi la persona viene tratta in inganno grazie a mezze verità o a delle verità non dette. Per esempio l’iscrizione di categoria non è assolutamente obbligatoria e non è detto che sia necessario frequentare un corso a pagamento per superare un esame. L’utilizzo, nelle locandine pubblicitarie, di parole come “Adeguamento”, fa pensare male.  Sembra qualcosa d’inevitabile, tipo: “O sei con noi, o sei fuori!”. Insomma, una cosa è organizzarsi in gruppi per insegnare a seguire le regole, un’altra cosa è lasciare intendere velatamente che bisogna intraprendere per forza delle azioni che in realtà non sono necessarie. Alla faccia delle alte frequenze degli esperti in materie olistiche! Ancora una volta il problema è che l’essere umano mostra una preoccupante propensione a subire il fascino dei maestri olistici, che si presentano in pacchetti convenienza sempre più eleganti e sofisticati, da oggi approvati dalla legge!

Questo articolo è tratto dalla lettura “La confusione olistica assoluta“. Per maggiori informazioni contatta direttamente l’autore.